“Il termine Martini evoca un’immagine, un’idea. La potenza simbolica del Martini dipende anche dal bicchiere da cocktail conico in cui è tradizionalmente servito. Il cocktail seduce persino per i suoi misteri. Rimangono infatti oscuri anno di nascita e paternità. Episodi storici e testimonianze non confermano ma attestano la sua esistenza già a partire dalla seconda metà Ottocento. Si è affermato ai tempi del Proibizionismo come ‘’early morning” drink servito dalle 5 del pomeriggio in luoghi da tè: divenne una specie di simbolo liberatorio della nuova cultura urbana. Una nuova America in cui uomini e donne, anche di razze diverse, bevevano per la prima volta assieme nei saloon fino ad allora riservati solo agli uomini.

Una delle teorie più autorevoli attribuisce la paternità all’americano Jerry Thomas, caposcuola di tutti i bartender: pare che tra il 1863 e il 1864 mentre lavorava all’Occidental Hotel di San Francisco, creò il cocktail dedicandolo alla cittadina di Martinez in California. Pronuncia e trascrizioni successive modificarono il nome fino a raggiungere la versione attuale.

Un’altra storia accreditata è tutta italiana, il signor Queirolo di Arma di Taggia, in trasferta di lavoro a New York nel 1912, barista presso il Knickerbocker, inventò questo drink raffinato reinterpretando le decine di cocktail a base Gin e vermouth dell'epoca. La sua intuizione fu geniale, diminuì la dose di vermouth ed utilizzò un extra dry francese, l'unico della tipologia, il Noilly Prat. Completò l'opera facendo un twist di scorza di limone ed aggiunse un'oliva come decorazione.

La leggenda narra che tra i primi a provarlo fu John Rockfeller, il magnate del petrolio, l'uomo più ricco di tutti i tempi; il soddisfatto cliente chiese il nome del cocktail al barman, il quale spontaneamente lo intitolò alla madre, il cui cognome era appunto Martini.

Non esiste nemmeno un’unica ricetta. Sappiamo che nasce come “short drink” fatto oltre che con un Gin dolciastro (Old Tom Gin), con il Vermut italiano dolce e che intorno al 1950 la Vodka sostituì l’utilizzo del Gin. Oggi ha tante varianti e diversi metodi di preparazione. Gianluca Di Giorgio, resident bartender del Bocum illuminato dalla richiesta di David Wondrich e Tony Conigliaro (maestri indiscussi nel mondo della Mixology) una sera d’estate, di avere dei Martini cocktail al loro tavolo, ha desiderato fortemente questa iniziativa.
Vi aspettiamo!

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